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	<title>L&#039;Uomo e il Mare</title>
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	<description>Conosci, Capisci, Ama il Mare</description>
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		<title>Nel blu dipinto di blu&#8230;</title>
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				<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 10:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>(DI STEFANO BECO) Nel blu dipinto di blu&#8230; &#8230; felici di stare LAGGIÙ! E non era narcosi d&#8217;azoto (anche perché il Presidente ci ha controllati&#8230; quando è riuscito ad acchiapparci!). Ma andiamo per ordine. Roma Caput Mundi, ore 8 di un piovoso 8 Novembre: due quaterne di eroi si incontrano per dare inizio a quello<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/nel-blu-dipinto-blu/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Nel blu dipinto di blu&#8230;</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h6>(DI STEFANO BECO)</h6>
<p>Nel blu dipinto di blu&#8230;</p>
<p>&#8230; felici di stare LAGGIÙ!<br />
E non era narcosi d&#8217;azoto (anche perché il Presidente ci ha controllati&#8230; quando è riuscito ad acchiapparci!).</p>
<p>Ma andiamo per ordine.</p>
<p>Roma Caput Mundi, ore 8 di un piovoso 8 Novembre: due quaterne di eroi si incontrano per dare inizio a quello che sarà uno degli eventi che faranno la storia dell&#8217;Uomo e il Mare.<br />
I loro sguardi si incrociano, i loro sbadigli pure, e ciascuno consapevole del proprio ruolo (c&#8217;erano vittime e carnefici, questi ultimi venuti anche dalle lontane province lusitane) decide di andare incontro al proprio destino, già chiaramente vaticinato dai loro più alti affetti, coloro che li avrebbero attesi trepidanti al loro ritorno: &#8220;ma nun c&#8217;anna&#8217;, ma chi te lo fa fa&#8217;, nun vedi che piove, v&#8217;ammalate, ma lassa sta&#8217;&#8230;&#8221;.<br />
Niente! I nostri, sfidando gli oracoli avversi e la natura, decisero che tutto era pronto e quella missione si doveva compiere, e lo si doveva fare proprio lì ed ora, hic et nunc: annasse a fa&#8217; &#8216;n&#8217;amatriciana da paura da Gianni e Domi all&#8217;International Diving di Giglio Porto!</p>
<p>Ma si sa, ogni grande risultato abbisogna di sacrifici per essere raggiunto&#8230; ed in questo caso si trattava di tanta roba: immergersi negli oscuri abissi del Giglio per dimostrare a se stessi ed al mondo che con la costanza, la testa, l&#8217;impegno e la volontà (e pure un po&#8217; di sana agitazione&#8230;) semplici persone che mettono la testa e tutto il resto sotto l&#8217;acqua possono (iniziare a) diventare dei subacquei consapevoli!</p>
<p><em>[Mode serio on]</em><br />
Questo secondo me (ma sono certo che la cosa è condivisa da tutti i miei compagni di avventura, sia discenti che docenti) è il vero significato del corso ESA DeepExt: come ci ha detto Fabrizio, una cosa è andare a 45 metri, un&#8217;altra è fare una immersione consapevole e sicura a 45 metri, ed ora questo è ciò che siamo stati preparati a fare.<br />
<em>[Mode serio off&#8230; non vorrei esagerare!]</em></p>
<p>Ma continuiamo con la cronaca dell&#8217;Evento.<br />
Sin dal primo momento era chiaro che gli oracoli infausti dovevano rimettere il loro orologio del futuro: siamo saliti in barca accompagnati da un pallido sole che ci faceva ben sperare e ci ringalluzziva per poter ben sopportare quel grido che si sarebbe levato da lì a poco&#8230; &#8220;Oddio quanta robba! E mo&#8217;? Come se monta? &#8216;Ndo la devo mette&#8217;? Come s&#8217;aggancia?&#8221;<br />
Metri di fruste e cime di reel occupavano l&#8217;imbarcazione, decompressive dall&#8217;aspetto minaccioso ci guardavano da sotto le panche con quel loro occhio rettangolare numerato che ci avrebbe dovuto aiutare a capire&#8230; ma niente! Eravamo in balia del nostro destino, che nel lontano Ottobre scegliemmo incoscienti ed inconsapevoli di abbracciare.<br />
In tutto questo, avevamo la compagnia di due docili animali: Sky, la cagnetta da caccia nel cui sguardo si legge sempre un punto interrogativo &#8220;ma se sono da caccia, perché sto sempre su una barca?&#8221;, ed un simpatico&#8230; sorcio morto il cui spirito aleggiava su di noi riempendo i nostri polmoni&#8230; il suo nome era Tina&#8230; la magliettina&#8230; che il buon Robertino decise di tenere quale reliquia dopo il tuffo della settimana precedente, gelosamente custodita in una lavatrice… chiusa e spenta!</p>
<p>Ma preso il coraggio a due mani (e pure l&#8217;attrezzatura!), compimmo dunque quel piccolo passo per l’Uomo (e il Mare!) che avrebbe dato inizio al viaggio verso quella che era la nostra meta finale: l&#8217;amatriciana del sabato sera!</p>
<p>Ciuff! Una volta in acqua, tutto sembrava come sempre, ma&#8230; &#8220;oh, dove vai? La decompressiva?&#8221;&#8230; ecco, ora prendi &#8216;sta S-70, trova i d-ring, attaccala senza intrecciarti&#8230; vabbe&#8217;, ora poi si scende a palla e&#8230; &#8220;ricordatevi il check a 5m! Poi durante la discesa vi fermerete&#8230; quando lo dirò io!&#8221;&#8230; ma fasse &#8216;na amatriciana a casa?!?</p>
<p>Com&#8217;è come non è, prendiamo il largo (e il fondo!), e tra tutta una serie di casini arriviamo a risalire e simulare il cambio gas alla quota prevista, che pare come quando fai il cubo di Rubik, che come te perdi un passaggio rimani incastrato&#8230; ecco, uguale! Tira su la frusta, tira giù la frusta&#8230; a zi&#8217;, te la tajerebbe &#8216;sta frusta!</p>
<p>L&#8217;ultimo scoglio (letteralmente!) che ci separava dalla barca era quello dove avremmo provato il lancio dei pedagni&#8230;</p>
<p>Come se improvvisamente colpiti da un attacco di priapismo acuto, ciascuno di noi ha estratto, gonfiato e poi sparato il proprio &#8220;cazzillo&#8221; (ci sarà un motivo per cui lo chiamano così, no?!?), ed in pochi minuti eravamo circondati da erezioni subacquee di plastica variamente colorata&#8230; chi più eretto, chi meno, ma tutti orgogliosamente mostravamo la nostra &#8220;virilità galleggiante&#8221;&#8230; e soprattutto nella prima immersione non è stato un bello spettacolo, tra cime intrecciate e rocchetti che naufragavano&#8230; eh, si sa, l&#8217;emozione della &#8220;prima volta&#8221;!<br />
Ma questa scena si sarebbe ripetuta al termine di ciascuna immersione, con risultati via via più soddisfacenti (e senza supporti chimici!).</p>
<p>E così via per i giorni a seguire, tra pianificazioni con annessa lettura dei vari manuali di istruzione dei nostri computer, briefing, tuffi che sempre più assomigliavano ad immersioni, debriefing, lezioni: e che nessuno si azzardi a dire che siamo stati un week end al mare a riposarci!!!</p>
<p>Ma come previsto, sabato sera… amatriciana!<br />
Ospitati nelle grotte dell&#8217;International Diving dai nostri Caronti Gianni e Domenico, Stefanone da par suo ha sfoderato in cucina le sue doti tecniche (come se non fosse bastato farlo in acqua!) ed ha preparato un&#8217;amatriciana &#8220;da Codice Penale&#8221; (cit. Bettini), in quantità&#8230; ma che te lo dico a fa&#8217;!<br />
Innaffiata da rossi vari, preceduta da capocollo che levete e succeduta da salsicce alla brace giusto per togliersi lo sfizio&#8230; de che stamo a parla&#8217;?!?<br />
Dulcis in fundo (ed il termine &#8220;fundo&#8221; ci sta!), decompressione a gas liquidi multipli: la S-75 decompressiva di Pinuccio (o quel che ne rimaneva, dopo il passaggio dell&#8217;orda subacquea della sera prima, per la serie &#8220;bevo per dimenticare quello che ho combinato sott’acqua…&#8221;) ed una S-100 di Gianni&#8230; peccato non aver analizzato la percentuale di alcool, come sempre si dovrebbe fare con le miscele&#8230; iperalcolizzate!</p>
<p>E mentre sul traghetto del rientro si faceva l&#8217;ultimo complessivo debriefing (ed io mi beccavo l&#8217;ultimo complessivo cazziatone&#8230; che ci stava tutto!), la notizia che ci ha più colpiti: Fabrizio ci comunicava che Raffo e Robertino avevano guadagnato la qualifica di Istruttori DeepExt! Certo, complimenti e felicitazioni, ma questo significa che avevamo trascorso tre giorni di immersioni&#8230; con delle spie! Ecco perché il Presidente sapeva sempre tutto!</p>
<p>Ma ora, lasciamo un po&#8217; di spazio alle interviste del &#8220;dopo partita&#8221;: ciascuno di noi quattro &#8220;subbi a 1 bar&#8221; ha risposto alle seguenti tre domande.</p>
<p>1- Cosa hai imparato? (domanda in perfetto stile didattica ESA!)</p>
<p>Massimiliano: ho imparato a gestire al meglio le mie immersioni, specialmente essendo consapevole dei miei consumi e dell’aria che mi occorre per le immersioni che hanno necessità di essere pianificate soggettivamente e resocontate col compagno.</p>
<p>Pino: ho imparato, o forse meglio ho percepito (visto che non tutte le cose sono sempre andate per il verso giusto), come questo tipo di immersioni ti portano alla consapevolezza che una accurata e corretta pianificazione è di fondamentale importanza, permettendoti di interagire con una tecnologia anche in alcuni aspetti sofisticata come quella della nostra attrezzatura, ma senza dipendere strettamente da essa. Ho imparato tecniche di impiego di nuove attrezzature, ma anche nuove tecniche per utilizzare la solita attrezzatura.</p>
<p>Filippo: ho imparato che non si finisce mai d&#8217;imparare, che non si può improvvisare un&#8217;immersione a 45 m, che ci vuole cervello se vuoi che goderti questa passione; ho imparato ad affrontare il profondo blu.</p>
<p>Stefano: ho imparato (o forse ri-imparato) la consapevolezza dell&#8217;andare sott&#8217;acqua, che non è solo tuffarsi, respirare ed andare giù, ma pianificare, verificare a monte l&#8217;aderenza ai limiti pianificati e la possibilità di raggiungerli in sicurezza, senza lasciare nulla al caso, né per me né per il mio compagno. Filosofeggiando un po&#8217;, sono di nuovo consapevole che &#8220;so di non sapere&#8221;&#8230; ma adesso so anche che posso impararlo!</p>
<p>2 &#8211; Cosa hai provato?</p>
<p>Massimiliano: provato &#8230; nulla in particolare rispetto i 40 mt per queste prime immersioni, ho avuto molto più controllo sull’aria che consumo effettivamente.</p>
<p>Pino: è stata una bella esperienza, che mi dà la possibilità di crescere ancora nel mondo della subacquea.</p>
<p>Filippo: la narcosi &#8230; di far parte di un gruppo di amici fantastici, di riuscire a dominare il freddo &#8230; la felicità di vincere&#8230; La narcosi d&#8217;azoto&#8230; quella no, però ci si può riprovare.</p>
<p>Stefano: la sensazione di stare fuori dalla mia &#8220;comfort zone&#8221;, quella nella quale mi sento quando faccio i &#8220;tuffetti&#8221;, ma di riuscire alla fine a gestirla. Sto cominciando a capire cos&#8217;è un&#8217;immersione, al di là della teoria dei gas ecc. Se prendo il mio logbook, sono passato da &#8220;&#8230; abbastanza un casino!  &#8230; domani è un altro giorno&#8230;&#8221; della prima immersione, a &#8220;Sicuramente più rilassato, forse anche troppo&#8230; Ho imparato tanto!&#8221; dell&#8217;ultima: questo vuol dire che non ho perso tempo!</p>
<p>3 &#8211; Quanto hai bevuto?</p>
<p>Massimiliano:&#8230; io bevo solo acqua, con la decompressiva 75 mi sono solo bagnato le labbra</p>
<p>Pino: quanto basta! E poi, sai, è un po&#8217; come il sale che mette lo chef&#8230; te lo dice mai? No!&#8230; quanto basta!</p>
<p>Filippo: &#8230; nota dolente&#8230; ma abbiamo bevuto??? Lo nego categoricamente! I sub non bevono prima dell&#8217;immersione, soprattutto prima, magari dopo&#8230;<br />
Ma per caso Pino ha portato la grappa? Io il Chianti? Il bianco del Giglio? No &#8230; no&#8230; tutte bottiglie bucate!!!<br />
Se qualcuno mette in giro queste voci, le mogli non ci fanno più uscire, quindi &#8230; nego tutto!<br />
P.S. : la prossima volta per l’amatriciana regolatevi sulla quantità, al terzo piatto avevo gli occhi di fuori!!!</p>
<p>Stefano: anche qui il rischio di uscire dalla &#8220;comfort zone&#8221; è stato altissimo! Purtroppo quando qualcuno porta della grappa o del vino (soprattutto se buoni), come fai a dire &#8220;no, grazie&#8221;? E se si offende? E se poi ci rimane male e chiama &#8220;gli amici degli amici&#8221;? No no, evitiamo rischi&#8230;<br />
Ho bevuto&#8230; quello che versavano nel bicchiere! &#8230; ah, ma dite che ce lo mettevo io?!? Vabbe&#8217;&#8230; sarà stata narcosi&#8230;!</p>
<p>Insomma, per concludere, com&#8217;è come non è, abbiamo iniziato così</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4724" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/1.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/1.jpg 960w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/1-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>&#8230; passando per qui</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4725" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/2-1024x576.jpg" alt="" width="870" height="489" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/2-300x169.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/2-768x432.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/2.jpg 1068w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>&#8230; e per qui</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4726" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/3-1024x576.jpg" alt="" width="870" height="489" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/3-1024x576.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/3-300x169.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/3-768x432.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/3.jpg 1068w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>&#8230; avendo fatto tutto questo&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4727" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/4.png" alt="" width="711" height="396" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/4.png 711w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/4-300x167.png 300w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /></p>
<p>&#8230; per arrivare qui!</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4728" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/5-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/5.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/5-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/12/5-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Non male, che ne dite?</p>
<p>Grazie davvero a quegli &#8220;Uomini del Mare&#8221; che ci hanno guidato ed accompagnato per raggiungere questo risultato: Fabrizio, Stefanone, Raffo e Robertino (con il suo animaletto domestico&#8230;).</p>
<p>P.S.:<br />
Eravamo 4 amici a 1 bar<br />
C&#8217;eravamo respirati tuuutto<br />
Mo&#8217; vedrai cosa succederà<br />
Col Presidente che ci cazzia tuuutti!</p>
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		<title>Diario di Viaggio: Isola del Giglio, 8/10 Novembre 2019</title>
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				<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 11:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(DI FILIPPO SPERANZA) Ci siamo, il weekend di esercitazione per il brevetto deep extended è arrivato. Questa notte tuoni ed acqua a catinelle, certo che, mettere fuori il naso con questo tempo ti viene voglia di rimanere sotto le coperte. Invece si parte! Raggiungo Robby, che solo a vederlo ti viene il buon umore ed<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/isola-del-giglio-8-10-novembre-2019/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Diario di Viaggio: Isola del Giglio, 8/10 Novembre 2019</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h6>(DI FILIPPO SPERANZA)</h6>
<p>Ci siamo, il <strong>weekend</strong> di esercitazione per i<strong>l brevetto deep extended</strong> è arrivato.<br />
Questa notte tuoni ed acqua a catinelle, certo che, mettere fuori il naso con questo tempo ti viene voglia di rimanere sotto le coperte. Invece si parte! Raggiungo Robby, che solo a vederlo ti viene il <strong>buon umore</strong> ed andiamo all’appuntamento con Pino e Massimiliano, un caffè veloce e via per l’autostrada, destinazione<strong> Isola del Giglio</strong>.<br />
Al porto di S. Stefano ci congiungiamo al resto della squadra: Fabrizio e Stefanone i nostri istruttori, poi Raffaele e Stefano B.<br />
Siamo proprio un <strong>bel gruppo</strong>, si avverte un certo clima goliardico, rilassante, <strong>sono contento</strong> di avere questi amici con cui condivido la subacquea.</p>
<p>Arrivati a destinazione iniziamo subito a prepararci, dobbiamo affrontare il <strong>primo test dei 40m con deco</strong>. <span style="font-size: 1rem;">In barca mi</span><strong style="font-size: 1rem;"> studio l’attrezzatura</strong><span style="font-size: 1rem;"> e con l’aiuto di Stefanone metto a punto la nuova configurazione, cerco di memorizzare visivamente la disposizione degli erogatori, la frusta lunga sul primario, il secondario allacciato al collo, i vari moschettoni per clippare al gav tutto e non avere nulla a penzoloni, il bombolino per la deco con l’O2 al 50%. In acqua mi sento Fantozzi, ma va bene così, è il primo tuffo. L’acqua è un ghiacciolo, 14 gradi, non è arrivata la muta stagna e devo per forza immergermi con la umida, la componente razionale del mio cervello si chiede perché devo stare lì a patire il freddo; mi stimola, a proseguire, la mia componente irrazionale, devo e voglio farcela. Stringo i denti ( e non solo…..) e giù! Si scende. Raggiungiamo la quota, però il briefing nella nostra testa svanisce, non accumuliamo i minuti stabiliti per la deco, siamo tutti concentrati al cambio di bombola ai 21 metri in risalita, allo switch del computer . Risultato: esercitazione a metà seguita da un intero cazziatone del Presidente, senza sconti, ed è giusto così, siamo qui per imparare! Sorvolo il secondo tuffo, dove abbiamo messo a dura prova la pazienza dei nostri istruttori che amorevolmente non ci hanno fustigato! </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Ci consoliamo la sera con una bella amatriciana abilmente preparata da Stefanone e con un buon bicchiere di vino rosso . Nel pomeriggio, abbiamo fatto un incontro particolare: rientrando al B.B. , Roberto nota una porta aperta di un seminterrato con dentro un <strong>anziano</strong> signore con tanto di scalpellini che ha la passione di <strong>modellare barche di pescatori e velieri</strong>, il tutto con legno di scarto che ricicla, è spettacolare !</span></p>
<p>Ed eccoci all’ultimo tuffo. Colazione, umorismo libero, siamo tutti sereni. Il tempo non è dei migliori, c’è un po’ d’onda, ma non ci preoccupa, in fondo, ma proprio in fondo siamo dei veterani.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4708" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/2a9c9695-8450-47ea-aed0-a77c73800739-1-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/2a9c9695-8450-47ea-aed0-a77c73800739-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/2a9c9695-8450-47ea-aed0-a77c73800739-1-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/2a9c9695-8450-47ea-aed0-a77c73800739-1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /><br />
Ultimo briefing e si scende, <strong>i 45 metri sono nostri</strong>. Ci godiamo il paesaggio di gorgonie, una murena, una cernia, Fabrizio si diverte anche a farci fare esercizi matematici semplici, tanto per testare la nostra lucidità. Al 19° minuto si risale, raggiungiamo quota 21 m. dove iniziamo a respirare dal bombolino con ossigeno al 50% per ridurre la deco, switch del computer ed andiamo a quota deco. Smaltiti i minuti di decompressione lancio del segnalatore sub e via tutti fuori. Immersione perfetta, le incertezze dei giorni precedenti sono scomparse, tutto è filato liscio, ma soprattutto <strong>è cambiata la nostra mentalità</strong>: abbiamo fatto nostri gli insegnamenti di Fabrizio e Stefanone, che si sono complimentati per il nostro atteggiamento anzi, Fabrizio si è lasciato anche andare, affermando di aver visto all’azione dei<strong> veri sub</strong> e detto da lui è un grande complimento.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4709" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_3462-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_3462-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_3462-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_3462-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /><br />
Rientrando a casa, Gabriella mi chiede come è andata, gli risponde Ludovico: “ a mà, come voi che è andata, alla grande! Guarda che occhi ha papà!!! “<br />
Per me è stato un corso molto importante che mi ha dato la <strong>consapevolezza</strong> di come va programmata e gestita un’immersione profonda.<br />
Grazie Fabrizio e Stefano!</p>
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		<title>Diario di Viaggio: Sharm El Sheik, 19/26 Ottobre 2019</title>
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				<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 11:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>(DI MARINA MARESCA) L’emozione più forte, l’esperienza più appassionante della nostra vacanza sub a Sharm El Sheik ha un nome: Thistlegorm. Il 24 ottobre, ultimo grande giorno di bolle nel Sinai, dopo otto bellissimi tuffi tra o coralli colorati, la sorpresa finale che rimarrà indelebile ricordo per tutti noi. Accompagnati dall’amata e abilissima guida Angie<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/diario-viaggio-sharm-el-sheik-1926-ottobre-2019/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Diario di Viaggio: Sharm El Sheik, 19/26 Ottobre 2019</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h6>(DI MARINA MARESCA)</h6>
<p style="text-align: justify;">L’emozione più forte, l’esperienza più appassionante della nostra vacanza sub a Sharm El Sheik ha un nome: Thistlegorm. Il 24 ottobre, ultimo grande giorno di bolle nel Sinai, dopo otto bellissimi tuffi tra o coralli colorati, la sorpresa finale che rimarrà indelebile ricordo per tutti noi. Accompagnati dall’amata e abilissima guida Angie Ambrosi, supervisionati e vigilati dal nostro presidente Fabrizio Massimi, ci siamo immersi sul relitto della nave mercantile britannica. Varata il 5 aprile del 1940 e affondata il 5 ottobre 1941 da bombardieri tedeschi nel Mar Rosso, nei pressi della barriera corallina di Sha&#8217;ab Alì, nel Golfo di Suez, Sinai occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alessio, Elio, Filippo, Gianni, Marina C., Marina M, Massimiliano, Rosa, Pino, tutti con bombole da 15 litri di Nitrox, scendiamo lungo la catena che lega il relitto alla nostra barca. Nelle orecchie le tante raccomandazioni che Angie e Fabrizio ci hanno fatto nei giorni precedenti. Non si tratta di una avventura facilissima a causa delle correnti e dell’ingresso nelle viscere della grande nave, quasi un labirinto.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4682" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7519-1-1024x575.jpg" alt="" width="870" height="489" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7519-1-1024x575.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7519-1-300x168.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7519-1-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’impatto con il grande scafo sommerso è straordinario, mozzafiato. Intorno ai 30 metri osserviamo la grande elica, la poppa armata con pezzi antiaereo, e sulla quale si vedono due carri armati, ma terribilmente devastata dall’esplosione, un ammasso di cavi e casse di munizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella seconda immersione si infiliamo nelle stive della Thistlegorm e sembra di tornare indietro nel tempo, un tempo che abbiamo visto nei film sull’ultima guerra. Ci intrufoliamo tra le grandi automobili Morris e due Rolls Royce blindate, autocarri, motociclette, pneumatici e casse di fucili. Tutto intorno ai 25 metri di profondità, compresa una gigantesca murena, dal corpaccione di circa 30 centimetri di diametro, che sguscia tra acciai e lamiere. Che stupore vedere poi la cabina del comandante della nave, o meglio l’appartamentino dove, ben conservata, c’è ancora la vasca da bagno.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente i momenti unici, emozionanti e divertenti di questa spedizione a Sharm de L’Uomo e il Mare sono stati anche tanti altri. Le tartarughe del primo giorno (Marsa Bareika e Jack Fish Alley), la deliziosa corrente di Shark &amp; Jolanda che ci ha trasportato, tra le gorgonie,  su un altro genere di relitto (le tazze dei wc persi nel naufragio del mercantile Jolanda). Poi barracuda, tonni, carangidi, anemoni, razze, pesci palla, chirurgo, farfalla, scorpione, balestra e i tanti altri pesci colorati della barriera corallina.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4681" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7500-1-1024x575.jpg" alt="" width="870" height="489" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7500-1-1024x575.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7500-1-300x168.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7500-1-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti i cinque giorni di immersioni, acqua intorno al 27 gradi, sole, acqua trasparente. Condizioni perfette per il battesimo del mare di Jessica. Per le prime importanti esperienze di Rosa. E anche per gli inevitabili e necessari sfottò e prese in giro, in barca, in pullmino e ai bordi della piscina del Reinassance. L’ineffabile Patrizia Rosa, l’altra nostra amata guida di Dive In, ci ha entusiasmato tutti con la colonna sonora che cantavamo ogni mattina: “Baby Shark dance”.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4683" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7445-1-1024x575.jpg" alt="" width="870" height="489" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7445-1-1024x575.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7445-1-300x168.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7445-1-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
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		<title>Diario di Viaggio: Elba, 10/12 Maggio 2019</title>
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				<pubDate>Thu, 16 May 2019 09:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>(DI STEFANIA PARADISO) Primo traghetto. Prima isola. Prima volta su un gommone. Prima immersione in mare. Se qualcuno mi chiedesse di scegliere una data che meglio renda l&#8217;idea di felicità per me, il 10 maggio, sarebbe una di quelle. Quante prime volte in un solo giorno e quante emozioni! Con Valter, Gianni e Marina abbiamo<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/diario-viaggio-elba-1012-maggio-2019/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Diario di Viaggio: Elba, 10/12 Maggio 2019</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h6>(DI STEFANIA PARADISO)</h6>
<p>Primo traghetto. Prima isola. Prima volta su un gommone. Prima immersione in mare.</p>
<p>Se qualcuno mi chiedesse di scegliere una data che meglio renda l&#8217;<strong>idea di felicità</strong> per me, il 10 maggio, sarebbe una di quelle.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4647" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-11-at-07.40.29-1024x768.jpeg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-11-at-07.40.29.jpeg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-11-at-07.40.29-300x225.jpeg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-11-at-07.40.29-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p><strong>Quante prime volte in un solo giorno e quante emozioni!</strong></p>
<p>Con Valter, Gianni e Marina abbiamo deciso di partire all&#8217;alba in modo da prendere il traghetto alle 10 e arrivare all&#8217;<strong>Elba</strong> in tempo per fare due immersioni.</p>
<p>Eccitati e un po&#8217; assonnati alle 6 abbiamo caricato le auto e siamo partiti. A Piombino però un guasto al traghetto ha scombinato i nostri piani e siamo arrivati più tardi in hotel. Sbrigate le pratiche burocratiche ci siamo subito attivati per fare almeno un&#8217;<strong>immersione pomeridiana</strong>.</p>
<p>Col prezioso aiuto di Marina <strong>ho indossato la mia nuova muta</strong> e<strong> ho raggiunto il gommone</strong> dal pontile. Grazie all&#8217;aiuto di alcuni istruttori e di Riccardo, il responsabile del diving, sono passata <strong>dalla mia inseparabile sedia a rotelle al gommone.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4648" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-10-at-15.26.29-1024x768.jpeg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-10-at-15.26.29-1024x768.jpeg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-10-at-15.26.29-300x225.jpeg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-10-at-15.26.29-768x576.jpeg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-10-at-15.26.29.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p><strong>Direzione Scoglietto</strong>, lato Est.</p>
<p>E&#8217; tutto così nuovo, elettrizzante. Sono contenta ma, al contempo, ho paura di sbagliare, di non essere capace. <strong>Respiro e mi lascio andare</strong>. Mal che vada sbaglio ma <strong>non ci sarà nulla che io non abbia già studiato o provato in piscina e che non sappia fare</strong>.</p>
<p>L&#8217;immersione deve essere un piacere ed <strong>è ora il momento di godersela</strong>.</p>
<p>Il gommone lancia l&#8217;ancora e tutti completiamo la vestizione.</p>
<p>Io scendo per ultima e grazie ai consigli di Valter <strong>capisco quanto lo sguardo di ognuno sia importante per gli altri</strong>. Io che ho il timore che le mie difficoltà levino leggerezza agli altri comprendo che <strong>su quel gommone, disabile o no, ognuno ha bisogno dell&#8217;altro</strong>.</p>
<p>Erogatore in bocca, Gav gonfio, mano sulla maschera: <strong>mi butto all&#8217;indietro e galleggio in mezzo a quei meravigliosi colori</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4671" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5869_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5869_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5869_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5869_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mani sulla cima, sgonfio il Gav e con Valter davanti e Gianni che tiene la bombola<strong> iniziamo a scendere</strong>. La discesa è un po&#8217; difficoltosa con questo corpo funzionante a metà ma <strong>già a quasi 5 metri capisco quanta cose meravigliose ci sono da vedere</strong>.</p>
<p><strong>Posidonia, barracuda, castagnole</strong>&#8230; ogni cosa cattura il mio sguardo e capisco che è assolutamente necessario fare anche il <a href="http://www.luomoeilmare.it/scuolasub/esa-eco-diver-2/"><strong>corso di biologia marina</strong></a> per conoscere e amare ancor di più quello che sto vedendo.</p>
<div class="soliloquy-feed-output"><img class="soliloquy-feed-image" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5835_Orata_SparusAurata-960x800_c.jpg" title="IMG_5835_Orata_SparusAurata" alt="IMG_5835_Orata_SparusAurata" /></div>
<p>Capisco quanto ancora devo lavorare sull&#8217;<strong><a href="http://www.luomoeilmare.it/scuolasub/esa-hover-diver-2/">assetto</a></strong> ma per essere una prima volta decido di essere un po&#8217; più indulgente con me stessa.</p>
<p>Pian piano risaliamo e mentre aspettiamo che risalgano gli altri ci scambiamo le prime sensazioni: il buon controllo emotivo, la concentrazione e il lavoro del &#8220;mio&#8221; team ha fatto sì che tutto andasse bene.</p>
<p>Il <strong>giorno dopo</strong> decidiamo di fare <strong>due immersioni</strong> in mattinata perché le previsioni meteo delle ore successive non sono ottime e da allieva non saprei ancora gestirle.</p>
<p><strong>Alle 9 si riparte, direzione Scoglietto</strong>, lato Est.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4645" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6031_GommoneDive_SubFabM-Stefania-Gianni-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6031_GommoneDive_SubFabM-Stefania-Gianni-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6031_GommoneDive_SubFabM-Stefania-Gianni-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6031_GommoneDive_SubFabM-Stefania-Gianni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Gianni e Fabrizio tolgono dei pesi alle caviglie per migliorare la posizione del mio corpo in acqua e stavolta scendiamo più giù. Vedo una <strong>stella marina</strong>, lo <strong>spirografo</strong> e altri pesci a me sconosciuti. Faccio il pieno di tanto blu e pian piano risaliamo. Dopo la sosta di sicurezza a 5 metri emergiamo e <strong>forti braccia mi riportano sul gommone.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4658" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-12-at-23.33.49-1024x768.jpeg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-12-at-23.33.49-1024x768.jpeg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-12-at-23.33.49-300x225.jpeg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-12-at-23.33.49-768x576.jpeg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-12-at-23.33.49.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p><strong>Alle 12 si riparte</strong> alla scoperta del lato Ovest.</p>
<p>Questa <strong>terza immersione</strong> è stata <strong>quella che ho amato di più</strong>: sono ancora più tranquilla e <strong>ho rotto il ghiaccio</strong> con un ambiente nuovo. Grazie a Gianni che mi aiuta con la bombola e a controllare le gambe, Fabrizio mi prende per mano e mi porta a vedere nuove cose, nuovi colori, un nuovo mondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4650" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5989_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5989_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5989_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5989_Dive_SubGianni-FabM-Stefania-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p><strong>Sono risalita con gli occhi e l&#8217;anima colmi di bellezza, benessere e gratitudine.</strong></p>
<p>Che <strong>l&#8217;acqua</strong> sarebbe stata <strong>uno degli elementi di riscatto nella mia vita</strong> l&#8217;ho capito da quando a 14 anni, dopo esser rimasta in sedia a rotelle a 13, ho imparato a nuotare.</p>
<p>Le <strong>sensazioni di libertà, di profondità, di benessere</strong> ero certa le avrei trovate anche nella subacquea. Ho cercato a lungo un corso adatto ai disabili ma sembrava un sogno irrealizzabile fino a quando non ho scoperto L&#8217;Uomo e il Mare.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4659" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5896_Dive_Sub_Flag-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5896_Dive_Sub_Flag-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5896_Dive_Sub_Flag-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/IMG_5896_Dive_Sub_Flag-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Ho avuto paura di non essere all&#8217;altezza e che la realizzazione del mio sogno richiedesse troppa fatica agli altri. Su quel gommone invece ho capito che nessuno può fare tutto da solo. Ci sono accorgimenti diversi, barriere architettoniche da superare e tecniche da affinare: ma <strong>la profondità non ha pregiudizi.</strong></p>
<p>Oltre al sommerso ho scoperto <strong>un mondo di gentilezza e attenzione rara</strong>. Sono entrata in una grande famiglia la quale ha deciso di far sì che anche io vivessi un&#8217;esperienza meravigliosa.</p>
<div class="soliloquy-feed-output"><img class="soliloquy-feed-image" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/WhatsApp-Image-2019-05-10-at-19.40.33-960x800_c.jpeg" title="WhatsApp Image 2019-05-10 at 19.40.33" alt="WhatsApp Image 2019-05-10 at 19.40.33" /></div>
<p>Tendiamo spesso a dare per scontate molte cose e per questo ci tengo a sottolineare tale attenzione. Senza la volontà e l&#8217;apporto di ognuno oggi non sarei qui a raccontarlo. <strong>Nessuna barriera può essere superata da soli.</strong></p>
<p><strong>Questo è solo l&#8217;inizio</strong>. Nuove cose da imparare, tanta tecnica da migliorare ma <em>&#8220;c&#8217;è che ormai ho imparato a sognare e non smetterò&#8221;</em>.</p>
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		<title>Diario di Viaggio: Ventotene, 26/28 Aprile 2019</title>
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				<pubDate>Fri, 10 May 2019 11:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>(DI sarah scimò) Sveglia presto, colazione leggera e due passi tutti insieme, o quasi, per arrivare al diving. È sabato mattina e siamo eccitatissimi all&#8217;idea di iniziare. Ventotene l&#8217;abbiamo scoperta un po&#8217; il venerdì: a passeggio tra i vicoli, arrampicati tra gli scogli, a scoprire i tesori archeologici che l&#8217;isola custodisce e gli scorci più<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/diario-viaggio-ventotene-aprile-2019/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Diario di Viaggio: Ventotene, 26/28 Aprile 2019</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<h6>(DI sarah scimò)</h6>
<p><span style="font-size: 1rem;">Sveglia presto, colazione leggera e due passi tutti insieme, o quasi, per arrivare al <strong>diving</strong>. È sabato mattina e siamo eccitatissimi all&#8217;idea di iniziare.</span></p>
</div>
<div>Ventotene l&#8217;abbiamo scoperta un po&#8217; il venerdì: a <strong>passeggio tra i vicoli</strong>, <strong>arrampicati</strong> <strong>tra gli scogli</strong>, a scoprire i <strong>tesori archeologici</strong> che l&#8217;isola custodisce e gli scorci più belli al tramonto.</div>
<div></div>
<div><div class="soliloquy-feed-output"><img class="soliloquy-feed-image" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/58737337_2278863742172142_788794151482163200_o-1-960x500_c.jpg" title="58737337_2278863742172142_788794151482163200_o" alt="58737337_2278863742172142_788794151482163200_o" /></div></div>
<div></div>
<div>Prepariamo l&#8217;attrezzatura sotto gli archi del<strong> porto romano</strong>, carichiamo tutto in barca e dopo pochi minuti di navigazione siamo a <strong>Punta Falcone</strong>. Il sole è incerto ma alla fine decide di uscire e fa<strong> brillare ancora di più l&#8217;azzurro di questo mare</strong> <strong>che sfuma nel verde e poi torna di nuovo blu</strong>. Noi sub, o aspiranti tali, ci diamo una mano l&#8217;un l&#8217;altro e siamo quasi pronti: guanti, pinne e maschera in posizione. Valentina ci aiuta con l&#8217;attrezzatura, un paio di passi traballanti sulla barca, <strong>passo da gigante</strong> e via: sono in acqua!</div>
<p><img class="alignright wp-image-4619 size-medium" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/GOPR0708-e1557484490116-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/GOPR0708-e1557484490116-225x300.jpg 225w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/GOPR0708-e1557484490116-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<div></div>
<div><strong>Ho sempre amato il mare</strong>, d&#8217;inverno, d&#8217;estate, per le vacanze, alla fine di una giornata stressante o per festeggiare una giornata stupenda <strong>il punto d&#8217;arrivo per me è sempre stato lo stesso: la spiaggia</strong>. Nonostante le emozioni <strong>questo modo di vivere il mare cominciava a non bastarmi più</strong>. V<strong>olevo cambiare il mio punto di vista</strong> e conoscere veramente quell&#8217;immensa massa azzurra che mi affascina fin da piccola. Così, un paio di mesi fa, <strong>è cominciata la mia avventura nel mondo della subacquea</strong> ed ora che sono in acqua con tutta l&#8217;attrezzatura quasi non ci credo!</div>
<div>
<p><img class="size-large wp-image-4618" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/G0163578-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/G0163578-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/G0163578-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/G0163578-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
</div>
<div>Raffo mi fa segno: cominciamo a scendere, lentamente sgonfio il GAV e il <strong>blu è meraviglioso</strong>!</div>
<div>La prima cosa che vedo è una piccola<strong> medusa rosa</strong>, poco più giù tra gli scogli una s<strong>tella marina</strong> e riguardando verso l&#8217;alto un gruppo di <strong>castagnole</strong> si sposta verso gli scogli. La concentrazione è tanta e se voglio prendere il brevetto oggi dovrò anche togliermi la maschera. Curiosità ed entusiasmo sono le mie emozioni in quel momento e praticamente non mi accorgo degli esercizi. Qualcosa la sbaglio, altre cose le perfezionerò con l&#8217;esperienza ma eccoci che siamo già tornate a nuotare con il resto del gruppo. Passano le <strong>cernie</strong>, i <strong>barracuda</strong>, è pieno di spettinatissimi <strong>spirografi</strong> e di tanti altri pesci che imparerò a riconoscere ma è già ora di riemergere.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div class="soliloquy-feed-output"><img class="soliloquy-feed-image" src="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/P1030229-2-960x600_c.jpg" title="P1030229" alt="P1030229" /></div>
<p>Nel risalire a bordo ho l&#8217;agilità di una foca, che fatica!</p>
</div>
<div><strong>Le onde ed il vento ci riportano lentamente con i piedi per terra</strong>.</div>
<div><strong> &#8230;nella mia testa è già iniziato il count down: pronta per la prossima immersione!</strong></div>
<div></div>
<div>ps: il brevetto è andato bene, <a href="http://www.luomoeilmare.it/inizia/">Open Water Diver</a> conquistato: siamo ufficialmente diventate Sirenette a Ventotene! E chi la dimentica più quest&#8217;isola e le emozioni che ci ha regalato.</div>
<div><img class="aligncenter size-large wp-image-4612" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/58751189_2278865005505349_3219870323918766080_o-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/58751189_2278865005505349_3219870323918766080_o-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/58751189_2278865005505349_3219870323918766080_o-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/05/58751189_2278865005505349_3219870323918766080_o-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></div>
<p><script type="text/javascript" src="//downloads.mailchimp.com/js/signup-forms/popup/unique-methods/embed.js" data-dojo-config="usePlainJson: true, isDebug: false"></script><script type="text/javascript">window.dojoRequire(["mojo/signup-forms/Loader"], function(L) { L.start({"baseUrl":"mc.us16.list-manage.com","uuid":"c510213a27fc64a1a648a0994","lid":"40722c85bd","uniqueMethods":true}) })</script></p>
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		<title>La morte del Capodoglio di Porto Cervo</title>
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				<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 09:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[capodoglio]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il Capodoglio spiaggiato a Porto Cervo è morto a causa di 22kg di plastica ritrovati nel suo stomaco. Un dettaglio inquietante si aggiunge a questa triste storia: gli oltre venti chili di materiale gli hanno impedito di partorire un cucciolo di oltre due metri, trovato morto nella sua pancia. L&#8217;animale è morto per denutrizione. Ha<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/la-morte-del-capodoglio-porto-cervo/">Continue reading <span class="screen-reader-text">La morte del Capodoglio di Porto Cervo</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Capodoglio</strong> spiaggiato a <strong>Porto Cervo</strong> è morto a causa di 22kg di <strong>plastica</strong> ritrovati nel suo stomaco.</p>
<p>Un<strong> dettaglio inquietante</strong> si aggiunge a questa triste storia: gli oltre venti chili di materiale gli hanno impedito di partorire un <strong>cucciolo</strong> di oltre due metri,<strong> trovato morto nella sua pancia</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-4605" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/55875496_10156332785579499_6948658452386283520_o-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/55875496_10156332785579499_6948658452386283520_o-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/55875496_10156332785579499_6948658452386283520_o-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/55875496_10156332785579499_6948658452386283520_o-768x576.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/55875496_10156332785579499_6948658452386283520_o.jpg 1600w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>L&#8217;animale è morto per <strong>denutrizione</strong>. Ha ingerito piatti di <strong>plastica</strong>, borse della spesa, tubi, contenitori di detersivi, reti da pesca e tante altre armi di distruzione di massa prodotte dall&#8217;uomo fino a non sentire più il bisogno di nutrirsi.</p>
<p>Il <strong>cetaceo</strong> misurava 8 metri e pesava 7 tonnellate. Una bellezza da ammirare. Un esempio raro di come il nostro pianeta possa ancora stupirci. Ci sarebbe piaciuto che il <strong>Mar Mediterraneo</strong> venisse popolato da questi esemplari e invece abbiamo causato la morte di uno di loro. <img class="alignleft size-large wp-image-4606" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/f4719a9a-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_capo-klDI-U11202783529931T7E-1024x682@LaStampa.it_-1024x682.jpg" alt="" width="870" height="579" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/f4719a9a-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_capo-klDI-U11202783529931T7E-1024x682@LaStampa.it_.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/f4719a9a-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_capo-klDI-U11202783529931T7E-1024x682@LaStampa.it_-300x200.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/f4719a9a-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_capo-klDI-U11202783529931T7E-1024x682@LaStampa.it_-768x512.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/f4719a9a-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_capo-klDI-U11202783529931T7E-1024x682@LaStampa.it_-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>La <strong>plastica </strong>ha ormai invaso i mari e attraverso i pesci rischiamo di portarcela in tavola.</p>
<p>Il <strong>capodoglio</strong> della Costa Smeralda cercava cibo e invece ha ingoiato <strong>plastica</strong>. Dove? Probabilmente nel grande canyon di Caprera, dove i capodogli si nutrono e si riproducono. La plastica è arrivata fin lì nel cuore del parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena nel triangolo di mare tra Francia e Italia, il luogo che dovrebbe essere la zona franca per delfini e balene.</p>
<p>Il <strong>capodoglio</strong> non è l&#8217;unica vittima di questa strate indiscriminata che tornerà un giorno a rivoltarsi contro di noi. Proprio nel fine settimana altre due tartarughe che non riuscivano più a reimmergersi in acqua sono state salvate dalla Guardia costiera nel Sud della Sardegna. Nelle acque del Mediterraneo, secondo l’ultimo studio del Wwf, ci sono più di un milione di frammenti di plastica per chilometro quadrato e circa 10 mila sono già sedimentati.<img class="alignleft size-large wp-image-4607" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/bc6b32dc-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_wwf-k4NC-U1120278352993175-1024x725@LaStampa.it_-1024x725.jpg" alt="" width="870" height="616" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/bc6b32dc-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_wwf-k4NC-U1120278352993175-1024x725@LaStampa.it_.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/bc6b32dc-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_wwf-k4NC-U1120278352993175-1024x725@LaStampa.it_-300x212.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/04/bc6b32dc-5402-11e9-bd94-a951132f2dad_wwf-k4NC-U1120278352993175-1024x725@LaStampa.it_-768x544.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>La storia drammatica del capodoglio di Cala Romantica probabilmente non è ancora finita. Le prime verifiche hanno dimostrato che quel mix di rifiuti aveva riempito due terzi del suo stomaco, mentre la parte restante era occupata da becchi di calamari. Anche questa, spiegano i biologi, è un’anomalia: l’animale, infatti, non è riuscito a digerire neanche quello che dovrebbe essere il suo cibo abituale e anche questo potrebbe essere legato alla presenza della plastica. I ricercatori dell’associazione <strong>Sea Me</strong> sperano che lo scheletro del gigante di Cala Romantica finisca in un museo e che diventi il simbolo dell’emergenza ambientale del Mediterraneo: «Questa drammatica esperienza &#8211; dice la biologa Mattia Leone &#8211; ci deve essere utile per raccontare alla popolazione e anche ai turisti quanto sia importante, e urgente, adottare uno stile di vita sostenibile e avere rispetto del mare».</p>
<h6><em>Foto di Antonello Azara e Sea Mea Onlus.</em></h6>
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		<title>Komodo una delle sette meraviglie dei subacquei</title>
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				<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 11:03:35 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Recentemente riconosciuta come una delle nuove sette meraviglie dei subacquei, Komodo è una destinazione da non perdere. Per capire perché il Parco Nazionale di Komodo in Indonesia è una delle mete più ambite dai subacquei, basta guardare una mappa. Komodo si trova a cavallo tra due mondi: l&#8217;Oceano Indiano e l&#8217;Oceano Pacifico. In questo incrocio,<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/komodo-meraviglia-dei-subacquei/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Komodo una delle sette meraviglie dei subacquei</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.luomoeilmare.it/komodo-meraviglia-dei-subacquei/">Komodo una delle sette meraviglie dei subacquei</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.luomoeilmare.it">L&#039;Uomo e il Mare</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h3>Recentemente riconosciuta come una delle nuove sette meraviglie dei subacquei, Komodo è una destinazione da non perdere.</h3>
<p>Per capire perché il Parco Nazionale di Komodo in Indonesia è una delle mete più ambite dai subacquei, basta guardare una mappa. Komodo si trova a cavallo tra due mondi: l&#8217;Oceano Indiano e l&#8217;Oceano Pacifico.</p>
<p>In questo incrocio, è presente di tutto: dalle mante giganti dell&#8217;Oceano Indiano ai colori sgargianti dell&#8217;Oceano Pacifico. In altre parole, hai tutto.<img class="alignleft wp-image-4570 size-large" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/scuba-dive-diving-day-trip-komodo-national-park-luan-bajo-blue-marlin-dive-indonesia-1024x539.jpg" alt="" width="870" height="458" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/scuba-dive-diving-day-trip-komodo-national-park-luan-bajo-blue-marlin-dive-indonesia-1024x539.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/scuba-dive-diving-day-trip-komodo-national-park-luan-bajo-blue-marlin-dive-indonesia-300x158.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/scuba-dive-diving-day-trip-komodo-national-park-luan-bajo-blue-marlin-dive-indonesia-768x404.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Manta Alley e Manta Point, sono due siti in cui gigantesche mante oceaniche si riuniscono &#8211; a volte fino a 10 o più alla volta &#8211; per nutrirsi e per pulirsi. Questi animali favoriscono questa regione oltre il Pacifico per l&#8217;acqua più fresca e ricca di sostanze nutritive. I subacquei sono invitati a confezionare una muta da 5mm per stare comoda nell&#8217;acqua a 24 gradi. . Per il resto dei viaggi per Komodo, le temperature delle acque sono comprese tra i 26 e i 30 gradi.<img class="alignleft size-large wp-image-4568" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/cannibal-rock-komodo-diver-1024x683.jpg" alt="" width="870" height="580" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/cannibal-rock-komodo-diver-1024x683.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/cannibal-rock-komodo-diver-300x200.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/cannibal-rock-komodo-diver-768x512.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/cannibal-rock-komodo-diver-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Come a  Crystal Rock e Castle Rock, due siti al largo dell&#8217;isola di Gili Lawa Laut, appena a nord dell&#8217;umido Komodo. L&#8217;isola può essere desertica, ma sott&#8217;acqua non lo è: questi siti sono infiniti giardini di colore, dai coralli molli rossi e viola agli anemoni rosa, oltre ai coralli verdi e tutto il resto. Inoltre, questi siti offrono molto più di un semplice scenario. Sono la patria di pesci grandi sotto forma di squali pinna nera, squali grigi di barriera corallina, nuvole di vita e pesci napoleone, che vengono a nutrirsi, approfittando delle correnti. I subacquei esperti possono godersi un&#8217;immersione in drifting, mentre subacquei principianti e intermedi possono godersi le immersioni con una corrente più dolce. Inoltre, in ogni punto è possibile scovare cavallucci marini e nudibranchi.<img class="alignleft size-large wp-image-4572" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/komodoisland-indonesia-dive-1024x683.jpg" alt="" width="870" height="580" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/komodoisland-indonesia-dive-1024x683.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/komodoisland-indonesia-dive-300x200.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/komodoisland-indonesia-dive-768x512.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/komodoisland-indonesia-dive-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Gli itinerari di Komodo includono anche immersioni notturne in luoghi come Tanjung Sai, Two Rivers e Unusual Suspects, tutti nella baia di Bima al largo dell&#8217;isola di Sumbawa, a ovest di Komodo. Guarda una libro di flora e fauna locale per rispolverare tutto quello che potrai vedere: questi siti di sabbia nera ospitano tutto ciò che è strano, dai vermi Bobbitt &#8211; che sembrano giganteschi bruchi beige segmentati con una gloriosa lucentezza iridescente &#8211; al polpo mimico, affascinante per la sua abilità di modellare la forma e il colore per apparire come un pesce scorpione, un serpente di mare o una medusa.</p>
<p>Le visite all&#8217;isola di Sangeang &#8211; un punto fermo di ogni crociera di Komodo &#8211; aiutano ad ampliare le esperienze del viaggio. I sub possono divertirsi a cercare incredibili creature in acque cristalline nei siti di immersione di sabbia nera che circondano quest&#8217;isola che ospita un vulcano attivo, Gunung Api. Coralli duri e anemoni ricoprono le creste formate da lava indurita in siti come Hot Rocks, Black Diamond e Lighthouse Reef. Tieni gli occhi aperti per per le anguille a nastro blu, cavallucci marini , pesci pipa e gamberetti.<img class="alignleft size-large wp-image-4574" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/c80g8g-1024x596.jpg" alt="" width="870" height="506" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/c80g8g.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/c80g8g-300x175.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/c80g8g-768x447.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Chi non ha mai visto i dragoni di Komodo può temere che questo cacciatore rappresenti una minaccia nell&#8217;acqua. Non è così. Gli ospiti incontreranno i draghi solo dalla sicurezza di uno scafo vetrato; l&#8217;equipaggio motorizzerà le navi abbastanza vicino per le foto, pur mantenendo una distanza di sicurezza.<img class="alignleft size-large wp-image-4569" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/DRAGO-DI-KOMODO-1024x533.jpg" alt="" width="870" height="453" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/DRAGO-DI-KOMODO-1024x533.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/DRAGO-DI-KOMODO-300x156.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/DRAGO-DI-KOMODO-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Questo, insieme ad altri tour terrestri, è un altro punto saliente dei viaggi di Komodo. I tour includono una passeggiata sulla spiaggia di sabbia rosa dell&#8217;isola di Padar, una piccola isoletta tra Komodo e le isole di Rinca. Gli ospiti hanno anche la possibilità di salire a Gili Lawa Laut Island per fare delle foto sul Canale di Komodo-Flores.<img class="alignleft size-large wp-image-4571" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/Trip-to-Komodo-Island-27-1024x768-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/Trip-to-Komodo-Island-27-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/Trip-to-Komodo-Island-27-1024x768-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/Trip-to-Komodo-Island-27-1024x768-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>Tutto questo, dall&#8217;esplorazione della superficie fino alla biodiversità marina, rende Komodo una destinazione incredibilmente ricca, tanto che è stata recentemente riconosciuta dal sito di viaggi <a href="https://new7wonders.com/">New7wonders.com</a> come una delle nuove sette meraviglie della natura. È un posto in cui devi immergerti per apprezzare veramente la sua maestosità.</p>
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		<title>TOP 10 cose che puoi fare con una certificazione subacquea</title>
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				<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 09:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[L'Uomo e il Mare]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Immergersi con una certificazione subacquea è più che nuotare con i pesci . Se stai pensando di diventare un subacqueo certificato con un corso sub, ecco le 10 cose che non vedrai l&#8217;ora di fare un giorno con la giusta formazione e pianificazione. 1. Esplora un relitto affondato Investiga le navi affondate della seconda guerra<a class="more-link" href="https://www.luomoeilmare.it/top-10-cose-certificazione-subacquea/">Continue reading <span class="screen-reader-text">TOP 10 cose che puoi fare con una certificazione subacquea</span> <span class="meta-nav" aria-hidden="true">&#8594;</span></a></p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Immergersi con una certificazione subacquea è più che nuotare con i pesci . Se stai pensando di diventare un subacqueo certificato con un corso sub, ecco le 10 cose che non vedrai l&#8217;ora di fare un giorno con la giusta formazione e pianificazione.</p>
<h3>1. Esplora un relitto affondato</h3>
<p>Investiga le navi affondate della seconda guerra mondiale, attraversa lo scafo di enormi petroliere o immergiti nella bellezza di una nave ricoperta di coralli e brulicante di vita marina. I relitti rendono fantastici i siti di immersione, che li ami per la storia o il paesaggio.<img class="alignleft wp-image-4552 size-large" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/underwater-shipwreck-plain-1024x664.jpg" alt="" width="870" height="564" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/underwater-shipwreck-plain-1024x664.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/underwater-shipwreck-plain-300x195.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/underwater-shipwreck-plain-768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<h3>2. Immergiti nelle profondità di un buco blu</h3>
<p>I buchi blu &#8211; enormi inghiottitoi o caverne di solito poste in mare aperto &#8211; sono noti per il loro aspetto unico dalla superficie. Questi possono continuare per centinaia di metri &#8211; con esempi famosi delle Bahamas, del Belize e della Cina &#8211; dando ai sub una sensazione di fuga mentre scendono nell&#8217;oscurità blu.</p>
<h3>3. nuotare con le mante di notte</h3>
<p>C&#8217;è un certo brivido che arriva con le immersioni notturne: la distesa nera di acqua aperta che ti aspetta è piena dell&#8217;ignoto. Ma quella tensione si tramuta in meraviglia quando vedi le mante che fanno giri e salti mentre sorvolano le luci subacquee.<img class="alignleft wp-image-4540 size-full" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1.png" alt="" width="809" height="537" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1.png 809w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1-300x199.png 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1-768x510.png 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /></p>
<h3>4. Immergiti in ogni continente</h3>
<p>Puoi effettivamente fare immersioni subacquee in tutti e sette i continenti &#8211; proprio così, anche in Antartide. E l&#8217;immersione nel ghiaccio è un brivido. Una volta ottenuti gli equipaggiamenti e l&#8217;allenamento appropriati, sarai pronto a incontrare animali che raramente vedono umani, come balene, foche e pinguini.</p>
<h3>5. Vai faccia a faccia con gli squali</h3>
<p>Sia che tu voglia guardare verso la superficie e vedere gli squali martello che scuriscono il sole vicino alle Galapagos, fissare la bocca aperta di uno squalo balena al largo della costa del Messico o sbirciare sotto il corallo per trovare gli squali nutrice al largo della Florida, vedere una di queste fantastiche creature renderà la tua giornata emozionante.<img class="alignleft wp-image-4554 size-large" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/shark-2683184_1280-1024x768.jpg" alt="" width="870" height="653" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/shark-2683184_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/shark-2683184_1280-300x225.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/shark-2683184_1280-768x576.jpg 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/shark-2683184_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<h3>6. cavalca le correnti oceaniche</h3>
<p>In alcuni siti di immersione, come il Canale di Ulong di Palau, il Muro di Santa Rosa di Cozumel e la Lavatrice delle Bahamas, solo per citarne alcuni, puoi cavalcare la corrente. In alcune località, non sarai l&#8217;unico a volare: alcune immersioni in drifting sono conosciute per animali di grossa taglia come gli squali.</p>
<h3>7. Unisciti a una nuvola di pesce</h3>
<p>Solo assistere a una massiccia nuvola di pesce è un&#8217;esperienza che i subacquei bramano, ma se stai attento e sei delicato, puoi entrare. Avvicinati lentamente e dal fondo per scivolare all&#8217;interno di un tornado di pesce e vedere il fenomeno da un&#8217;angolazione unica. <img class="alignleft wp-image-4543 size-full" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/1415967795720_wps_54_MANDATORY_BYLINE_PIC_BY_C.jpg" alt="" width="962" height="621" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/1415967795720_wps_54_MANDATORY_BYLINE_PIC_BY_C.jpg 962w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/1415967795720_wps_54_MANDATORY_BYLINE_PIC_BY_C-300x194.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/1415967795720_wps_54_MANDATORY_BYLINE_PIC_BY_C-768x496.jpg 768w" sizes="(max-width: 962px) 100vw, 962px" /></p>
<h3>8. Testimone di una migrazione</h3>
<p>Uno dei luoghi più emozionanti in natura può essere visto al largo delle coste del Sud Africa a partire da maggio: milioni di sardine depongono le uova e si dirigono a nord per le acque normali. Segue una frenesia di caccia, con squali, foche, balene e delfini tra gli animali che cercano di unirsi al banchetto in movimento.</p>
<h3>9. Naviga in un mistico cenote maya</h3>
<p>Lo Yucatan del Messico è famoso per i suoi buchi profondi, note come cenoti, perfette per le immersioni. Questi siti di acqua dolce sono noti per la loro bellezza ultraterrena e il loro significato spirituale per gli antichi popoli Maya. Se i cenoti sono un po&#8217; fuori portata, le immersioni in grotta e caverna offrono una&#8217;esperienza simile. <img class="alignleft wp-image-4541 size-full" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/5.png" alt="" width="810" height="542" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/5.png 810w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/5-300x201.png 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/5-768x514.png 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/5-272x182.png 272w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p>
<h3>10. fatti un giro da brividi</h3>
<p>Ci sono molti vantaggi nell&#8217;andare lenti durante le immersioni subacquee, ma se vuoi esplorare altri luoghi sommersi o semplicemente fare un giro divertente, gli scooter subacquei sono fantastici.</p>
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		<title>Immergersi attraverso le incantevoli miniere di opale della Slovacchia</title>
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				<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 08:58:09 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<h3>C&#8217;è un sito di immersione nascosto nel cuore della Slovacchia che vanta la bellezza delle gemme di opale che produce.</h3>
<p>Il portale che conduce alle miniere di opale si trova in un piccolo prato sotto una foresta decidua matura. Miglia di gallerie scavate conducono dal buio in basso alla superficie, terminando con una serie di entrate, alcune visitate di tanto in tanto, altre quasi dimenticate. Oggi questo, chiamato Jozef, è l&#8217;unico ancora usato come ingresso nel sottosuolo.</p>
<p>Tutto intorno, gli alberi pullulano di colori autunnali. Quando un visitatore entra, l&#8217;atmosfera cambia drammaticamente. Dietro una spessa porta di legno, la piacevole brezza calda con l&#8217;odore delle foglie cadute viene sostituita dall&#8217;aria pesante e umida di 39 gradi Fahrenheit. Le tacche centenarie degli zappatori dei minatori sono ancora visibili su pareti colorate. I sub passano attraverso tunnel orizzontali, trasportando pesanti attrezzature sul dorso, seguendo una guida esperta, cambiando direzione, cambiando pozzo, entrando in un altro tunnel. Infine, una serie di scale fangose li porta al livello più basso. L&#8217;ingresso all&#8217;acqua cristallina è proprio dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Le miniere di opale si trovano nella Slovacchia orientale vicino alla città di Prešov, nel distretto di Červenica. Diciassette livelli di gallerie, pozzi e gallerie che si estendevano per oltre 13 miglia sono stati scavati manualmente nelle colline vulcaniche, alcuni fino a una profondità di oltre 150 metri. Nel 1922, i cinque livelli più bassi furono allagati. L&#8217;area oggi è una regione protetta del paese e la miniera stessa è preservata per i suoi giacimenti minerari. Al suo culmine sono stati impiegati oltre 350 lavoratori e fino a 13 macinacaffè; oggi 16 specie di pipistrelli sono gli unici abitanti dei tunnel freddi e scuri.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4527" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1024x506.png" alt="" width="870" height="430" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-1024x506.png 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-300x148.png 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2-768x379.png 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/2.png 1245w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<h2>Profondamente desiderato</h2>
<p>La loro struttura di silice amorfa diffrange la luce e un opale contiene i colori di tutte le altre gemme contemporaneamente.</p>
<p>La più antica menzione di opali risale al V secolo a.C., in un&#8217;opera del poeta greco Onomacritos. I romani apprezzavano gli opali 200 anni prima dell&#8217;era cristiana. Plinio il Vecchio &#8211; un autore romano, naturalista e comandante della marina che visse nel I secolo d.C. &#8211; scrisse nella sua Historiae Naturalis Libri XXXVII che &#8220;descriverli è una questione di difficoltà inesprimibile, perché c&#8217;è tra loro il fuoco più gentile del rubino , il ricco viola dell&#8217;ametista, il verde mare dello smeraldo, che splendono tutti insieme in un&#8217;indescrivibile unione.&#8221; Secondo Plinio, il senatore romano Nonius era così ossessionato dal suo anello di opale che scelse l&#8217;esilio piuttosto che abbandonare l&#8217;anello all&#8217;Imperatore Marco Antonio. Si dice che Napoleone abbia dato un opale nero di 700 carati chiamato &#8220;Burning of Troy&#8221; all&#8217;Imperatrice Joséphine.<img class="alignleft wp-image-4528 size-full" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/opals-3.jpg" alt="" width="1000" height="1000" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/opals-3.jpg 1000w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/opals-3-150x150.jpg 150w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/opals-3-300x300.jpg 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/opals-3-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Molti dei più noti opali della storia erano stati estratti nelle Colline di Slanské, fino agli inizi del XIX secolo l&#8217;unica miniera di opale principale al mondo.</p>
<p>La prima menzione scritta sull&#8217;estrazione delle gemme opali nelle Colline di Slanské risale al 1597, ma fu un gioielliere viennese che portò gli opali slovacchi all&#8217;apice della loro fama alla fine del XIX secolo.</p>
<p>In nessun&#8217;altra parte del mondo c&#8217;erano opali estratti su questa scala. Circa 150 anni fa sono stati prodotti circa 25.000 carati all&#8217;anno, molti dei quali sono estratti in Australia oggi utilizzando un metodo di estrazione superficiale. L&#8217;opale più grande del mondo &#8211; che pesa 3.035 carati &#8211; è stato portato alla luce qui 240 anni fa. Il suo valore è stimato in $ 500.000 USD; oggi la pietra, che un tempo era annoverata tra i gioielli imperiali dell&#8217;impero austro-ungarico, è conservata nel Museo di Storia Naturale di Vienna.</p>
<h2>Immergersi nella storia</h2>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4529" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ss-1024x564.png" alt="" width="870" height="479" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ss-1024x564.png 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ss-300x165.png 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ss-768x423.png 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ss.png 1239w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<p>I sub che entrano nelle miniere si scaldano trasportando i loro impianti pesanti fino alla piccola piscina d&#8217;ingresso. Una volta che la vista si apre, ogni pensiero di freddo scompare, sostituito dal puro piacere di osservare il gioco intenso di colori su pareti ricoperte da toni del viola, rosso, arancione e bianco.</p>
<p>Le gemme slovacche sono molto apprezzate per la loro opalescenza e per il riflesso della luce iridescente.</p>
<p>I livelli più bassi della miniera hanno prodotto i migliori opali. Attraverso gli infiniti corridoi rimangono tracce di sforzi umani: scale, binari, attrezzature da costruzione. Qui il tempo si è fermato cento anni fa. Si possono quasi vedere gli operai nel 1918 che lasciano i loro attrezzi mentre terminano la giornata. Ma sono le pareti ad attirare l&#8217;attenzione, contaminate da secoli dal gocciolamento costantemente dell&#8217;acqua contenente vari composti chimici.</p>
<p>Lo schema dei colori è determinato dal processo di mineralizzazione. La gravità consente alle stalattiti di ruggine di formarsi sul soffitto, raggiungendo da pochi pollici a quasi un metro di lunghezza. In alcune parti, la decorazione sembra altrettanto ricca come nelle grotte calcaree, ma queste strutture limonitiche sono fragili e collassano facilmente dal semplice tocco di bolle esalate.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4530" src="http://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ssss-1024x567.png" alt="" width="870" height="482" srcset="https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ssss-1024x567.png 1024w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ssss-300x166.png 300w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ssss-768x425.png 768w, https://www.luomoeilmare.it/wp-content/uploads/2019/02/ssss.png 1246w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></p>
<div class="st-block markdown text-left ">
<p>In alcuni punti, il gas esalato rimane intrappolato al soffitto formando piccole capsule, alcune abbastanza grandi da riflettere la luce proveniente dalla torcia di un sub, creando un luccicante foglio. Quando le fonti di luce vengono combinate e le capsule si muovono, il risultato è un gioco di luci ancora più difficile da descrivere rispetto all&#8217;opale stesso.</p>
<p>Nel corso dei decenni, centinaia di tonnellate di materiale vulcanico sono state portate in superficie utilizzando le ferrovie; ancora più macerie sono state immagazzinate in tunnel non utilizzati. Mentre le pareti del tunnel sono stabili, i &#8220;muri&#8221; artificiali creati da tale materiale sono una potenziale minaccia. Quando questi crollano &#8211; e occasionalmente lo fanno &#8211; le rocce ostruiscono il tunnel, soffocano la linea di guida e lasciano il sub in visibilità zero.</p>
<p>L&#8217;acqua nei tunnel è estremamente fredda, da 37 a 41 gradi, e fortemente mineralizzata, con un pH leggermente acido che enfatizza il freddo. Il pozzo principale minerario verticale, chiamato Fedö, collega due piani allagati, una specie di trachea dei livelli più bassi. Le rotaie di ferro qui sono coperte in uno strato di muffa bianca. In alcuni punti, i binari si collegano e quindi si disperdono nuovamente in più direzioni. Una nebbia bianca fluttua sopra le ferrovie come una foschia mattutina, scomparendo in un tunnel nero. Ti aspetti che i minatori spingano i carrelli e appaiano da un momento all&#8217;altro. Sebbene immergersi nelle miniere possa sembrare come esplorare una grotta, il fatto che tutto questo sia stato creato dalla mano umana non può fare a meno di evocare ricordi di coloro che hanno camminato su questi corridoi molto tempo fa.</p>
<h2>Quello che ci vuole</h2>
<p>I subacquei devono essere in buone condizioni fisiche. Portare l&#8217;attrezzatura al livello più basso richiede un po &#8216;di sforzo. I fari sono necessari per attraversare tunnel completamente bui. Indossa il sottomuta più più caldo che hai, preferibilmente con un sistema di riscaldamento; si raccomandano buoni guanti. L&#8217;acqua leggermente acida, da 37 a 41 gradi F, elimina il calore molto rapidamente. Porta una tracolla per trasportare l&#8217;attrezzatura fotografica giù per i tunnel e le scale.</p>
<h2>Devi Sapere</h2>
<p><strong>Quando andare</strong>: la temperatura dell&#8217;acqua è stabile tutto l&#8217;anno. Durante le forti piogge, la visibilità può scendere leggermente, ma in generale, è ottima per tutto l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Come arrivare:</strong> Budapest e Vienna sono gli aeroporti internazionali più vicini. Noleggiare un&#8217;auto all&#8217;aeroporto di Budapest e guidare 185 miglia verso le Slanské Hills è l&#8217;opzione migliore.</p>
<p><strong>Operatore:</strong> Peter Kubička, istruttore di immersioni subacquee e UTD, è responsabile di tutte le attività subacquee nella miniera. Tutte le immersioni sono immersioni guidate in grotta. È richiesta la certificazione completa della grotta, una dichiarazione medica e l&#8217;assicurazione subacquea.</p>
</div>
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				<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 09:04:23 +0000</pubDate>
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